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Questo articolo e' gia' stato pubblicato sull'Albania News

Ben Blushi, noto giornalista albanese, attualmente deputato del Partito socialista, di recente ha pubblicato il romanzo “Vivere nell’isola” nel quale affronta il tema della tolleranza religiosa degli albanesi nel corso dei secoli.

Utilizzando personaggi e luoghi di fantasia ha cercato di tratteggiare il carattere religioso albanese attraverso le varie conversioni susseguitesi nel corso della storia.

Concentrandosi in particolare sul passaggio dal Cristianesimo all'Islam, Blushi sostiene che esso è stato determinato più da un'imposizione forzata che da una naturale inclinazione filosofica della popolazione.

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Posted by: arturnura
Per comprendere il panorama complesso delle appartenenze religiose degli albanesi nei Balcani bisognerebbe risalire all’origine delle questioni religiose e politiche che lo hanno generato.

Per gli storici, la conversione in massa degli albanesi dal Cristianesimo all'Islam è avvenuta tra il XV e il XVII secolo, periodo in cui, in modo graduale e, talvolta, repressivo, l'occupazione ottomana ha contribuito alla loro conversione.

Nel suo libro "Nazione e Religione in Albania, 1920 – 1944", lo storico italiano, Roberto Morozzo della Rocca, afferma che le grandi e nobili famiglie albanesi si convertirono al cattolicesimo ancor prima dell'occupazione ottomana per resistere alla pressione assimilatrice da parte dei greci e dei slavi ortodossi, società presso le quali non c’era una distinzione tra religione e nazione.

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Posted by: arturnura
Questa e' la trascrizione della corrispondenza mia con Radio Radicale il 21/02/2008

Oggi vorremo fare una riflessione conclusiva ed analitica al confronto del futuro culturale e politico dei Balcani, oppure meglio dire dell’Europa del Sud Est. Noi vogliamo oggi cercare ad analizzare anche la tradizionale sfida storica della loro integrazione, cioè Balcanica, all’europea occidentale, oppure orientale. Certo in tal caso, vorremo portare in teoria ed analizzare tangenzialmente anche la possibilità relativa, secondo la teoria famosa di Samuel Hungtington del confronto di civiltà in questa parte geografica dell’Europa. Possibilmente, tutto questo, per sensibilizzare che non ci capita quella che non andrebbe al favore di nessuna parte.
Dal punto di vista politico in relazione con la teoria di Samuel Huntington Intanto, guardando la realtà Balcanica secondo questa teoria di Huntington, ma analizzando questa volta dal punto di vista politico, io personalmente giudico, e spero anche la maggior parte vostra, te Roberto e voi cari ascoltatori, condividerete la mia opinione, che non dobbiamo permettere, meglio dire accettare, che l’allargamento dell’Unione Europea venga visionata nelle dimensioni provvedute oramai dal famoso Samuel Huntington.

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Questo è una parte del testo relativo alla corrispondenza realizzato per il programma "Passaggio a Sud Est" di Radio Radicale, [sabato 24 maggio 2008]


Siamo ora la momento della corrispondenza da Tirana di Artur Nura che salutiamo e con il quale vogliamo cominciare parlando di immigrazione in Italia, del cosiddetto "pacchetto sicurezza" approvato dal governo Berlusconi e dei rischi di xenofobia e di razzismo che emergono in Italia.

Un saluto come di consueto da Tirana sia te Roberto sia i nostri ascoltatori nostri. A proposito del tema xenofobia in Italia vorrei affermare che oggi giorno secondo la mia opinione è piu razionale lottare non per il rispetto dei diritti umani fondamentali, ma per le responsabilità dell'uomo e delle istituzioni.

In altre parole penso che più che concetrarsi al rispetto dei diritti degli altri, noi dobbiamo essere coscienti delle cose che facciamo al confronto degli altri e riflettere su cosa penseremmo e come reagiremmo se fossimo al loro posto.

E' stato detto che il "pacchetto sicurezza" adottato dal governo italiano non è indirizzato contro una nazionalità o contro una etnia, ma contro i delinquenti. Il problema principale che secondo me si deve porre il governo italiano è tuttavia un altro e cioè quale possibilità d'attuazione e quale efficacia avranno i provvedimenti adottati.

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di Tatiana Bokan

Oggi pomeriggio mi ha colpita un articolo di Artur Nura, un giornalista albanese che stimo da tempo, trattava la Rappresentazione della storia contemporanea degli Albanesi Questo è l' incipit: “ Una delle questione da affrontare nei balcani per superare definitivamente i conflitti che hanno segnato il suo passato è la revisione della storia e quella dei testi scolastici utilizzati dalle generazioni odierne di giovani e studenti, che un domani dovranno guidare i loro paesi.”

Naturalmente mi son tornati alla mente episodi passati che credevo morti e sepolti, invece no… eccoli tornare improvvisi ed impetuosi… le lacune denunciate dall’ autore vanno, secondo me, attribuite alle responsabilità dell’ Italia nella scrittura di quella Storia che io non studiai, ma che conoscevo bene per trasmissione diretta di mia madre… però ero l’ unica… perché ai miei tempi, nella scuola che frequentavo io, quella che non era ancora diventata obbligatoria… non si studiava.

Quante volte m’è capitato di discutere su quel tema… quante volte ho tentato di spiegare come realmente stavano le cose, ma dopo un po’ vedevo scemare l’ attenzione… non sono cose facili da spiegare, ci vuole tempo e voglia di ascoltare per capire… quante volte mi sono trovata inerme davanti all’arroganza dell’ ignorante che mi azzittiva con un semplice...
“Ma dove sta’ scritto?”

Non sapevano niente e mi costringevano a tacere anche se nessuno di loro sapeva… non sapevano neppure che Vittorio Emanuele III di Savoia Re d’ Italia, lo fosse stato anche d’ Albania dal 1939 al 1943 e tantomeno sapevano che fu addirittura Imperatore d’ Etiopia dal 1936 al 1943. “Ma dove sta’ scritto?”

Infatti, non era scritto… ed ero imbarazzata io per la loro tracotanza e in sovrappiù c'è il fatto che non ho mai trovato nessuno che dimostrasse la seria intenzione di andarsi a documentare su quella Storia mai detta, ma per fortuna mia raccontata… su quella storia che conteneva le mire espansionistiche del regime fascista, erede del precedente colonialismo, a totale discapito delle popolazioni locali quasi schiavizzate.

Purtroppo mi capita ancora d’essere in contrasto con certi amici molto superficiali, riguardo la definizione di “Polveriera d’ Europa” data ai balcani, però quando mi sento ripetere quella fatidica frase: “Ma dove sta’ scritto?”, oggi posso rispondere: “Su internet!

Vai su internet e controlla, gli dico… vai a leggere e saprai che la 2^ Guerra Mondiale rappresentava solo l’ inizio del sogno fascista perché tra il 1940 e il 1941, dopo l'occupazione da parte delle truppe italiane, di alcune zone della Dalmazia, del Montenegro, dell'Albania, del Kosovo e della Somalia inglese, l'obiettivo di Mussolini era quello di estendere la presenza italiana anche su Malta, Tunisia, Somalia francese e Corsica… l’ ambizioso sogno fascista era formare “La Grande Italia"

Grazie all’ informatica parlare di “quella” storia e zittire gli ignoranti, ma ho atteso 50 anni!!!
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Il testo che segue è la trascrizione della corrispondenza mia per la puntata dello Speciale di Passaggio a Sud Est di mercoledì 31 marzo dedicato al tema dell'integrazione europea e regionale dei Balcani.

I mass media albanesi hanno dato il dovuto spazio al fatto che il presidente della Croazia Ivo Josipovic e e quello della Serbia Boris Tadic hanno avuto modo di confrontarsi, dopo il loro incontro ad Opatija, venerdì e sabato a Bruxelles. I media Albanesi hanno dato spazio posotiva alle relazioni bilaterali nella dimensione regionale, precisando che entrambe le occasioni, le riunioni sono state organizzate lontano dagli occhi dell'opinione pubblica, ed hanno avuto un carattere non ufficiale. I mass media hanno detto che questo miglioramento nelle relazioni serbo-croate è stata salutata anche dai funzionari di Bruxelles con grande approvazione qualli hanno interpretato tale gesto come una nuova era nelle relazioni tra i due paesi. Il fatto che la Serbia e la Croazia sembrano essere due paesi amici, ma non dimenticando che ovviamente ci sono questioni su cui le opinioni di Belgrado e di Zagabria sono diverse, in modo particolare per l’opinione Albanese, le questioni che riguardano il Kosovo e le denunce reciproche di certo che ha ottenuto l’attenzione dovuta da queste parti.

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Nella puntata di sabato 20 marzo 2010 si parla di Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia e della conferenza sui Balcani di Brdo. E inoltre: la situazione in Turchia dopo il voto sul genocidio armeno al parlamento svedese e alla Commissione Esteri della Camera Usa e un bilancio del primo mese di mandato del neo presidente croato Ivo Josipovic per quanto riguarda la politica estera. Infine un'intervista a Elisabetta Valgiusti dell'Associazione Salva I Monasteri sulla questione della difesa del patrimonio storico e religioso dei serbi del Kosovo

La puntata è disponibile sul sito di Radio Radicale: http://www.radioradicale.it/rubrica/97
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Il testo che segue è la trascrizione della corrispondenza per lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda mercoledì 3 marzo su Radio Radicale.

Il caso del presunto traffico di organi umani viene considerato del tutto artificiale anche se formalmente il portavoce della missione Eulex, Christophe Lamfalussy, ha annunciato che gli inquirenti e i magistrati europei stanno procedendo con l'inchiesta relativa al presunto caso del traffico degli organi umani in Kosovo. Lamfalussy ha precisato che gli investigatori stanno ancora cercando le prove in Kosovo e nel nord dell'Albania che comprovano tali sospetti, mentre non ha saputo dire quando l'inchiesta sarà completata e da allora nessuna notizia e venuta all’attenzione dell’opinione pubblica. Si che si sa che la Procura per i crimini di guerra della Serbia sta indagando sulla vicenda al traffico di organi dei serbi e della popolazione non albanese, sulla scia delle rivelazioni del libro "La Caccia" del ex capo procuratore Carla del Ponte.

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Qui di seguito il testo della corrispondenza di Artur Nura per lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda mercoledì 24 febbraio a Radio Radicale e dedicato al processo di integrazione europea dei Balcani occidentali.

Albania e Kosovo
E' giunta in Albania una delegazione dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, nel quadro dei colloqui a favore della soluzione della crisi politica, quale viene considerato dagli opinionisti un esame europeo per Tirana. Come prima tappa, la delegazione ha incontrato il presidente Bamir Topi ed il capo dello Stato ha informato la delegazione di alcuni dei risultati più importanti dell'Albania sulla strada delle riforme dell'integrazione dell'Albania nell'Unione europea. Il presidente Topi ha sottolineato il fatto che l'attuazione degli standard dell'integrazione sono un obbligo, ma anche una necessità per lo Stato albanese al servizio degli interessi principali del popolo ed in funzione di un futuro sicuro e prospero europeo. In questo contesto, il capo dello Stato ha fornito anche una panoramica della situazione politica, ma l'attenzione principale in questa conversazione è stata concentrata sullo sviluppo dei colloqui del tavolo politico tra la maggioranza e l'opposizione, sotto la direzione del presidente della Repubblica. Dopo l'incontro con il presidente Bamir Topi, 10 delegati dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa hanno incontrato anche il presidente del Parlamento Jozefina Topalli ed il primo ministro Sali Berisha.

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Il sommario della puntata del
20 febbraio 2010

Kosovo: la situazione a due anni dall'indipendenza, con un'intervista all'ambasciatore italiano a Pristina Michael L. Giffoni
Croazia: l'insediamento ufficiale del terzo presidente Ivo Josipovic

Gli altri argomenti riguardano:
l'integrazione europea dei Balcani (con la missione dell'alto rappresentante europeo Catherine Ashton a Sarajevo, Belgrado e Pristina), gli sviluppi della crisi politica in Albania, i sospetti sull'uso irregolare dei fondi europei in Macedonia e gli sviluppi della disputa sul nome con la Grecia. Di Kosovo si parla anche a proposito della ripresa del processo ad Albin Kurti, leader del movimente "Vetevendosje" (Autodeterminazione) per le manifestazioni del 2007.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura.

Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.